Le Gallerie Barberini Corsini sono sempre più digitali grazie a DM Cultura e Oracle che, insieme, hanno supportato la comunicazione online delle Gallerie con un progetto ad hoc di digital marketing.

Gli obiettivi del progetto sono stati:

  • aumentare la visibilità delle Gallerie nel web;
  • dialogare con la comunità di riferimento attraverso i social network;
  • promuovere mostre e presentazioni di libri.

Nello specifico, le Gallerie sono state affiancate con servizi di social media engagement, email marketing e data analytics, grazie anche all’integrazione tra la piattaforma Oracle Eloqua e la piattaforma SRM - Social Relationship Management di Oracle.

Un progetto di marketing automation con l’obiettivo di attrarre potenziali visitatori via email, social e web, semplificando i processi e massimizzandone l’efficacia. I risultati ottenuti sono stati, infatti, più che positivi, come dimostrano i numeri delle campagne di email marketing attivate per WeAct3:

  • 98% è il Click Rate in più rispetto al 2017 (ovvero le persone che effettivamente hanno cliccato sui link presenti nella mail);
  • 48% è l’Open Rate (utenti che hanno aperto la mail) registrato durante l’iniziativa;
  • 3.600 sono i contatti unici, con un aumento del 7% rispetto l’anno precedente.

A Palazzo Barberini è in funzione da diversi mesi Galassia 4.0, la piattaforma software di DAB Sistemi Integrati per la gestione e il controllo dei sistemi di Security, Safety e monitoraggio ambientale.

In particolare, la piattaforma Galassia 4.0 raccoglie e registra le immagini delle telecamere di videosorveglianza, gli allarmi dei sensori di antintrusione e antincendio installati nelle Gallerie Nazionali e, grazie alla collaborazione con Avvenia, monitora anche i sensori di microclima (umidità, temperatura e luminosità).

Gli addetti alla Centrale Operativa sono così in grado di visionare e gestire gli eventi e gli eventuali allarmi direttamente sulla postazione Client, attraverso i numerosi tool di facile consultazione, in particolare le mappe grafiche e i dati registrati relativi alla cronologia delle operazioni.

L'implementazione della piattaforma Galassia 4.0 ha reso possibile un miglioramento dei sistemi di controllo del museo e delle opere esposte, rendendo più agevole ed efficiente il lavoro del personale addetto alla sicurezza.

L’11 giugno 2018 si è conclusa a Palazzo Barberini la maratona digitale dal titolo “Che forma avrà il museo del futuro?” organizzata da Ericsson in collaborazione con le Gallerie Nazionali Barberini Corsini e l’Associazione Civita.

La sfida ha visto la partecipazione di giovani che, all’insegna dell’innovazione, hanno proposto, la loro “idea di museo”: un luogo dove la tecnologia è al servizio della creatività, per migliorare l’esperienza di visita da parte del pubblico ed incrementare conoscenza e visibilità del museo stesso.

Tra i gruppi in gara, vagliati da una giuria composta da esperti del settore e delle Gallerie Nazionali, i progetti premiati sono stati tre.

Il progetto #GoldenBox del Team vincitore – composto da Francesca Attiani, Maria Baffigi e Giuseppe Pellegrino – attraverso un sistema a basso impatto ambientale ed economico, consentirà di:

  • rilevare la posizione in tempo reale dei visitatori all’interno del museo, tracciandone i percorsi;
  • analizzare i dati raccolti per valutare il sentiment del visitatore;
  • incrementare la sicurezza attraverso l’analisi dei dati dei flussi dei visitatori nelle sale espositive, centralizzando il monitoraggio per la gestione delle emergenze;
  • mettere in correlazione i dati di affluenza con i parametri ambientali.

Inoltre il team, come primo classificato, si è aggiudicato anche un contributo economico di 3.000 euro, messo a disposizione dall’Associazione Civita. 

La maratona digitale ha offerto ai giovani talenti un’opportunità di crescita, consentendo loro di entrare in contatto, da pionieri, con la tecnologia IoT del futuro, per valorizzare il patrimonio del Museo.

L'11 aprile a Roma si è tenuto, nel Salone di Pietro da Cortona di Palazzo Barberini, il concerto Tutto Mozart, a cura di “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma.

Il concerto è realizzato grazie alla collaborazione dell’Associazione Civita nell’ambito del progetto WeAct³, iniziativa di valorizzazione per le Gallerie Nazionali Barberini Corsini che ha visto collaborare il museo con 12 imprese associate a Civita.

Il concerto, gratuito e aperto al pubblico, è stato tenuto in occasione dell’inaugurazione al pubblico del nuovo allestimento delle 10 sale espositive nell’Ala sud del piano nobile di Palazzo Barberini: un nuovo spazio espositivo di 750 mq con 83 opere esposte per lo più dedicate alla collezione settecentesca, con i ritratti, le vedute, i pittori del Grand Tour e i dipinti della donazione Lemme.

Si sono esibiti Rafaela Albuquerque Faria (soprano) Louise Kwong (soprano), Sara Rocchi (mezzosoprano), Murat Can Güvem (tenore), Timofei Baranov (baritono), Andrii Ganchuk (baritono), Lochlan James Brown (pianoforte), in una serie di arie tratte dalle celebri opere mozartiane Don Giovanni, Le nozze di Figaro, Il flauto magico, Così fan tutte.

Durante l’inaugurazione del nuovo spazio espositivo, inoltre, gli artisti di “Fabbrica” sono intervenuti con canti a cappella lungo il percorso accompagnando i visitatori alla scoperta delle nuove sale espositive.

Il busto di Papa Alessandro VII Chigi, opera in terracotta di Gian Lorenzo Bernini, cela un segno indelebile dell’artista barocco: le sue impronte digitali.

Ora, grazie al lavoro di ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, sarà possibile ammirare questo prezioso dettaglio.

Un team di ricercatori e tecnici ENEA ha creato un modello digitale 3D mediante fotogrammetria, tecnica che permetterà di avvicinarsi all’opera con uno zoom impossibile a occhio nudo.

Si tratta di un importante supporto scientifico al lavoro di conservazione e restauro: il modello 3D, metricamente corretto, ricostruisce virtualmente il busto nelle sue dimensioni reali. Questa esattezza geometrica ha permesso di misurare alcune lesioni presenti sull’opera e consentirà al museo di monitorarne nel tempo lo stato di conservazione.

Il processo che ha portato a questi risultati comincia con semplici fotografie dell’opera, che sono state analizzate, selezionate ed elaborate attraverso l’infrastruttura computazionale integrata ENEA GRID.

La tecnica potrà facilmente essere applicata anche ad altre opere del museo, per uno studio poco oneroso ma molto efficace della collezione Barberini e Corsini.

Tra pochi mesi sarà possibile visitare la Galleria Corsini in maniera totalmente nuova, grazie ad una guida digitale, sviluppata da Consorzio Glossa. 

Lo scopo della guida digitale è di offrire uno strumento di facile consultazione che guidi il visitatore all’interno del museo, guidandolo durante il tour, e fornendo informazioni sulle opere esposte.

 All’interno della Galleria Corsini infatti, vista la particolarità dell’allestimento, una parte delle opere esposte non sono di facile lettura perché poste in alto. In questi casi, ma non solo, il visitatore sarà aiutato dall’applicazione, disponibile su tablet, direttamente forniti dal museo.

Come funzionerà?

Sarà possibile scegliere la lingua e attivare una o più sezioni (come “Il Palazzo” o “La storia della collezione”) in cui sono presentati dei testi descrittivi corredati da foto o altri contenuti multimediali.

Selezionando invece la sezione “Visita le sale”, il visitatore potrà visualizzare la planimetria della Galleria con l’indicazione delle sale visitabili.

Per ogni sala saranno rappresentate le diverse pareti. Cliccando su una parete questa diventerà a schermo intero; il visitatore potrà quindi cliccare sulle opere di suo interesse, accedendo così a una serie di informazioni: descrizione estesa, immagine dell’opera che può essere zoommata, autore, titolo, materia e tecnica, misure.

Da qualche mese, in quattro sale di Palazzo Barberini e in una di Galleria Corsini, è installato un sistema di monitoraggio e diagnostica, non invasivo e di altissimo livello tecnologico. 

I sensori installati, forniti da Avvenia, stanno raccogliendo informazioni preziose inerenti umidità, luminosità, temperatura e consumi di energia.

I dati che vengono progressivamente raccolti, sono in elaborazione all’interno della piattaforma “IoT Accelerator” di Ericsson, grazie a un modello di calcolo che centralizza le informazioni provenienti dalle differenti tipologie di sensori, e tra pochi mesi saranno pronti i risultati: sarà così possibile definire le soluzioni tecnologiche da implementare per migliorare l’efficientamento energetico dei due musei. 

Il risparmio energetico si tradurrà in risorse economiche da poter destinare ad altre attività del museo, e di conseguenza in un’esperienza più confortevole e qualificata per i visitatori. 

In più, il monitoraggio delle stanze aumenta la possibilità di ricevere in prestito dagli altri musei opere, che richiedono delle condizioni ambientali specifiche.

 Grazie a questi interventi nei prossimi mesi sarà possibile dare un valore esatto ai consumi e calcolare quanto è stato possibile risparmiare.